Edenrion - Capitolo 4: Verso Bard's Peak

Edenrion – Capitolo 4: Verso Bard’s Peak

Moldrek fece per salire sul parapetto, ma venne tirato indietro da Zarion che gli aveva afferrato il mantello e lo stava tenendo stretto mentre lo puntava con la pistola.
– Tu non te ne andrai con la lady- Disse il ragazzo con gli occhi lacrimanti che gli si stavano chiudendo per via del sonnifero – Anzi… non te ne andrai proprio-
Moldrek sospirò, saltò verso lo zelota mentre questi era troppo stordito dal fumogeno e lo colpì con un calcio al collo, atterrando davanti a lui e facendogli mollare il mantello.
Sceso al suo livello sul terrazzo, Moldrek sferrò un pugno nello stomaco dello zelota, seguito da una ginocchiata sul volto quando si chinò dal dolore che lo fece finire a terra. Non era stato un colpo forte, ma il sonnifero stava facendo il suo effetto rendendolo spossato e dai riflessi lenti.
Assicuratosi che lo zelota fosse inerme, con un salto preceduto da una piccola rincorsa Moldrek salì sul portellone e si voltò guardando fieramente la scena della quale era in parte stato fautore: davanti a lui giacevano addormentate più guardie di quante ne aveva contate.
– Dopo io e lei, milady, dobbiamo fare una chiacchierata- Asserì il ragazzo correndo verso le scalette che portavano dalla stiva alla plancia mentre il portellone si chiudeva dietro di loro. Il suo tono di voce lasciò ad intendere che non avrebbe tollerato né sé né ma – Adesso vediamo di uscire vivi dalla città.-
Si sedette con noncuranza nel sedile accanto a Kerasim, che non lo degnò di uno sguardo ma si limitò a sbuffargli una nuvola di fumo in faccia mentre faceva ripartire l’aeronave verso l’alto.
– Situazione?- Chiese lui prendendo posizione ai comandi.
– Ti sei fatto scoprire – disse la ragazza muovendo le cloche per schivare uno dei dirigibili
– E’ una storia lunga Kerasim e vorrei capirci qualcosa anche io!- Rispose Moldrek girando delle manopole apparentemente a casaccio prima che le sue mani venissero bacchettate da quelle di Kerasim.
– Sì certo… il razzo di segnalazione mi è costato cinquanta lingotti d’oro, sappilo-
– Ti giuro, appena ci capirò qualcosa sarai la prima a saperlo… e comunque il razzo l’ha sparato lei!- Disse il ragazzo indicando la lady che si era appena affacciata alle scalette.
– Lo hai portato te, lo ripaghi te- Kerasim non dette nemmeno uno sguardo alla Lady – Noto perlomeno che il pacco è salvo-
– Salvo, penso un po’ scosso, ma appena ci troveremo fuori dalla città avrà sicuramente un’interessantissima storia da raccontarci – Il ragazzo mosse lentamente una manopola verde.
I cieli di Leeshka non erano così affollati come pensava Kerasim e tranne quei due dirigibili solo qualche altra aeronave commerciante se ne stava in stasi sopra le nuvole.
L’aeronave passò la coltre di ossidiana che proteggeva la città senza alcun problema, lo scudo anti-magia sembrò seguire l’aeronave per poche decine di metri quando questa ne uscì, per poi tornare come prima, liscio e praticamente invisibile.
Lo scudo anti-magia non era altro che una mastodontica cupola di ossidiana vaporizzata sospesa tra due gas che lo mantenevano ferma e intatta anche durante le giornate ventose, riportandola alla forma originaria quando un’aeronave o qualcos’altro le passava attraverso.
Era stato ideato ai tempi della prima guerra contro gli ishma-al per evitare che potessero bersagliare direttamente Leeshka con i loro incantesimi. L’idea però, un po’ per paranoia e un po’ per motivi di sicurezza, venne accettata come costante, infatti erano più di quattrocento anni che lo scudo anti-magia era attivo in modalità difensiva, nella quale fungeva solo da scudo e vetrificava solo parzialmente chiunque utilizzasse richiami arcani prima di entrare.
In modalità offensiva invece chiunque lanciasse incantesimi al suo interno sarebbe stato vetrificato istantaneamente rendendolo completamente inoffensivo.

Moldrek, quando la coltre si diradò intorno all’aeronave, sentì un brivido lungo tutto il corpo; l’effetto della vicinanza dell’ossidiana al suo corpo lo aveva colpito anche all’andata e ogni volta malediva quella dannatissima sensazione di formicolio causato dal formarsi di piccoli cristalli di vetro sulla sua pelle.
– Benissimo- Disse Kerasim rilassandosi e spegnendo il sigaro in un posacenere -Prossima fermata?-
– Bard’s Peak- Ordinò la voce acuta di Reina, che si ritrovò a essere oggetto di due sguardi dubbiosi -Voglio andare a Bard’s Peak-
– L’erba voglio non cresce neanche nella Grande Foresta- Rispose Kerasim acidamente – Al massimo potrebbe dirmi “Egregia signorina Pilota, potrei essere cortesemente essere accompagnata a Bard’s Peak?”- proseguì – E comunque assolutamente no, il contratto stabilisce che…-
– Frena i bollenti spiriti Kera- disse il ragazzo mettendosi a girare alcune manopole più deciso di prima – Questa ci raddoppia la paga se la portiamo dove vuole!-
– Signorina- la voce di Kerasim diventò incredibilmente più dolce – Dove vuole andare? Bard’s Peak? Ma ci sono posti più sicuri per…-
– Forse non avete capito!- La lady mise una mano sulle braccia di entrambi – Voi adesso mi portate a Bard’s Peak, immediatamente!-
– Moldrek, guida un’attimo te-

Kerasim guardò la ragazza con occhi divertiti, si tolse i guanti in pelle e lasciando la guida alle cloche davanti al ragazzo si alzò, le strinse saldamente la mano e la alzò da dove si era seduta afferrandola per il colletto del lungo vestito elegante.
– Principessa, lei ora è su un’aeronave pilotata da una persona che decisamente non è una vostra lacchè. Lei qui non ha il benchè minimo potere se non quello, se non mi lascia stare, di farci schiantare sulle colline facendo finire questa meravigliosa operazione con un grande e grosso BUM, quindi adesso lei si metterà seduta e si godrà il viaggio…-
– Ma io… –
– Rimanendo il più possibile ferma e in silenzio!!! – Urlò irritata la pilota fissandola con i suoi occhi perlacei.
La lady spostò lo sguardo, entrambe le mani e si mise a sedere tenendo le braccia conserte mentre Kerasim, molto tranquillamente, tornava al posto del pilota sedendosi e cercando di rilassarsi attraverso la respirazione.
Moldrek stava cercando di concentrarsi solo e unicamente sulla guida dell’aeronave. Non succedeva quasi mai che Kerasim gli sbloccasse le cloche da copilota e quando succedeva, come in quel caso, era per sbraitare contro qualcuno che si era sentito in diritto di dirle qualcosa che non doveva.
Dal suo punto di vista Kerasim quando si arrabbiava era comica; se qualcuno aveva qualcosa da obiettare sulla sua nave, sulla sua guida o la distraeva in qualche modo scattava in un impeto d’ira immediato e deciso facendo zittire chiunque avesse davanti, chiunque fosse e qualunque fosse la sua carica nobiliare.
La Queen
Guêpière era il suo dominio e al suo interno lei era giudice, giuria e carnefice in casi estremi.
La pilota tornò sui comandi e con la mano sulla cloche, sbuffando qualcosa verso le alte sfere della società e bloccando nuovamente le cloche del copilota. Moldrek avrebbe voluto ridire qualcosa, ma non gli sembrava il caso.
– Abbiamo pochissimo vapore, dobbiamo fermarci per forza per rifornire la nave a Gran Basalto, altrimenti a Bard’s Peak non ci torniamo nemmeno noi – Disse Kerasim smuovendo delle valvole – Quindi se vuole dormire un po’, può tirare giù uno di quei pannelli. Sono delle brandine, non proprio il massimo lo so, ma per
adesso si dovrà accontentare-
– Starò sveglia, grazie – Rispose la lady inacidita.
– Abbiamo passato la linea dei dieci kilometri Leeshkiana?- chiese Moldrek impermalosito
– Sì ragazzone, l’abbiamo passata e ci stiamo dirigendo verso la nostra meta-
Esultò Kerasim battendo una mano sulla spalla di Moldrek – Ci metteremo almeno due o tre ore, io starò qua a controllare che tutto vada bene-
– Domani piloto io va bene?- chiese il ragazzo portando la mano di Kerasim sopra la sua bocca per baciarle il palmo della mano.
– Non ci penso nemmeno a lasciare la direzione della mia piccolina nelle mani di uno come te! – Rispose la ragazza ritraendo la mano.
– Ser Moldrek, scusi se la interrompo ma lei non voleva parlare con me ?-
Chiese Reina con voce sottomessa e anche un po imbarazzata.
I due la squadrarono e iniziarono a ridere sguaiatamente rendendo perplessa la lady, che spostava lo sguardo dall’uno all’altra cercando di capire cosa stesse succedendo o cosa avesse potuto dire di così strano da suscitare così tanta ilarità.
– Allora mia lady – Esordì il ragazzo voltandosi verso di lei dopo aver ripreso fiato – Io non sono un ser, quindi mi dia del lei e ci spieghi cosa è questa storia dell’autocommissione del rapimento –
la ragazza strinse le braccia al torso e chinò la testa – Promettete di non riportarmi indietro appena lo dirò –
– Signorina – Kerasim fece spallucce – A noi basta che lei ci paghi-
La ragazza sembrò abbastanza riluttante a parlare, si schiarì la voce ripetutamente e a lungo come una scolaretta che non ha studiato ad un’interrogazione.
– Voglio semplicemente entrare a far parte di una delle corporazioni di Bard’s Peak- Disse infine la ragazza timidamente –
Essendo io la secondogenita non erediterei nulla e andrei in sposa a un nobilotto qualsiasi che magari nemmeno mi piace o non ha i miei stessi interessi.  Francamente non è proprio l’ideale di vita che vorrei e d
ato che mio padre e mio fratello maggiore sono occupati nella politica, io voglio dimostrare che non sono solo una sposina, ma che ho delle belle carte da giocare-
– E quindi il rapimento che senso aveva? – Esclamò allora Moldrek alzandosi e andando a tirare giù delle brandine che prima erano attaccate al muro – Non poteva richiedere l’incontro con un contatto? Quasi in ogni taverna di Edenrion ce n’è uno-.
– Se lo avessi fatto molto probabilmente mi sarei tirata addosso degli sguardi non proprio gentili- Rispose la ragazza facendo spallucce – Mio padre ha parecchi nemici e io ho tante richieste di matrimonio, di queste richieste, almeno la metà sono accompagnate da minacce di morte e la nobilità Leeshkiana ha una sua rete di spie. Sicuramente i nobili non avrebbero preso bene il fatto che mio padre non mi ha costretto a sposare uno dei loro pomposi e corrottissimi figli ma anzi, mi ha incoraggiato ad andarmene-.
– Vi ha incoraggiato?- chiese Moldrek fermandosi un’attimo.
– Sì, mio padre, come mia madre, hanno fatto in modo che questa cosa si sapesse solo noi di famiglia e hanno cercato per me uno dei migliori sulla piazza che non costasse eccessivamente.
Continuo a pensare che come idea, milady, non sia proprio geniale – Disse il ragazzo adagiandosi su una brandina penzolante sorridendo tra sé e sè. In fondo, a lui come a Kerasim, faceva molto piacere che i reggenti di Leeshka avessero scelto loro.
– Comunque- aggiunse Moldrek – A me basta che domani mi possa svegliare e andare a giro liberamente senza dovermi preoccupare delle guardie di stasera in cerca di vendetta e delle altre gilde, sa, i coltelli piantati nella schiena e le teste tagliate fanno male agli affari-
– I paladini di stasera, come le ho già detto, probabilmente non sono stati informati rendere verosimile l’accaduto, giacché adesso i nobili di Leeshka penseranno che qualcuno mi abbia rapito, quindi saranno più clementi con mio padre e ritireranno tutte le proposte e le minacce che ci sono arrivati in quest’ultimo periodo- rispose Reina compostamente.
– Lei veramente non mi ha detto proprio così…-
– Ma quindi lei vuole arrivare a Bard’s Peak per fare cosa?-
Replicò Kerasim perplessa.
– Guarderò le gilde, mostrerò cosa so fare e mi unirò a una gilda per addestrarmi – disse la ragazza – Poi voglio fondare una gilda mia e farla conoscere in tutta Edenrion!-
– Un’obiettivo notevole- affermò la pilota facendo segno di assenso con la testa – Mold, secondo te dove potrebbe andare a finire questa ragazza?
Non ci fu risposta da Moldrek, se non un profondo russare.
– E’ crollato? – disse Kerasim a bassa voce.
– Penso di sì – La lady si era piuttosto offesa – Ma fa sempre così? –
la pilota si voltò verso le brande un attimo, bloccando una cloche con uno stivale per poi scuotere la testa e continuare a pilotare – Le consiglio di andare a letto Milady, faremo solo una sosta e non se ne accorgerà nemmeno, domani si risveglierà a Bard’s Peak –
-Ma io non ho sonno! Le posso fare compagnia?-
La ragazza batté due volte sul sedile del copilota e la lady si sedette, osservandola dubbiosa per i repentini cambi di umore della pilota.
– Cosa ci fa un Assaìli su un’aeronave insieme ad un ishma-al?- chiese poi Reina dopo un’imbarazzante silenzio.
– Mezza-Assaìli- rispose la pilota sospirando – Ed è una storia lunga -.
– Se vuole me la può raccontare!- .
– No- rispose seccamente Kerasim.
La ragazza si zittì e per un po di tempo le due
parlarono poco e raramente, finchè non finirono sull’argomento aeronavi dove Kerasim sfoggiò tutta la sua conoscenza a riguardo; tenendo degnamente testa alla lady, che dal canto suo sfoggiò un linguaggio tecnico-meccanico sorprendente.
Tutto questo accadde fino a quando le palpebre non le si fecero pesanti.
Con il sonno iniziò a spettegolare dei cortigiani che aveva intorno tutti i giorni, di chi faceva cosa con chi e di cosa erano solite fare le sue dame di compagnia quando i loro mariti non le vedevano o non erano a palazzo.
Ma a Kerasim quei discorsi non interessavano, e senza un’interlocutrice, la ragazza si addormentò in poco tempo.

Comments

  • Red Dragon | Mag 22,2020

    Bello, bello, bello. Ho tante domande sull’ambientazione ma credo che verranno soddisfatte col procedere della storia 🙂

    Ciao 🙂

  • JackF | Mag 24,2020

    Per quanto le motivazioni siano comprensibili e le aspirazioni siano lodevoli, questa “lady” non supererà le due settimane massimo fuori Leeshka!?
    Ora che la missione è stata compiuta (?), sono curioso di vedere quali avventure aspettano questa “davvero strana” coppia! ?

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