1. Barbaro

1. Barbaro

E si comincia con una nuova rubrica! Emozionati? Si? No? Beh non importa, ci penserò io a farvi emozionare!
Innanzitutto vorrei spiegare il perché di questa rubrica: la costruzione di un personaggio è sempre delicata, che venga fatta da un giocatore per il proprio PG che da un DM per un PNG, ma spesso si tende a sviluppare di più l’aspetto puramente matematico del gioco, concentrandosi sulle statistiche, soltanto per poter dire “vado in ira, carico. Ho fatto 323 danni. Il boss è morto?”

Ovviamente non per tutti è così, ma ho notato che sul web sono presenti molte guide su come costruire un personaggio ottimizzato. A volte anche più che ottimizzato, che sfocia proprio nel powerplay puro.

Mentre non esistono molti articoli che possano aiutare giocatori e DM a costruire un personaggio migliore dal punto di vista del flavour, del ruolare il personaggio. Ed ecco il perché di questa serie.
Vorrei analizzare le varie classi del gioco, non dal punto di vista delle meccaniche ma da tutto ciò che le circonda: l’origine, la storia, l’utilizzo, magari dare anche degli spunti per poter costruire personaggi migliori, più complessi e meno scontati.
Per questo oggi partiamo con una delle classi più famose, ma che spesso viene data per scontata e che non si allontana mai dal suo stereotipo: il Barbaro!

1.1 Origine del termine

Innanzitutto, parliamo di come sia nato il termine “barbaro”.

Lo troviamo per la prima volta in Grecia, dove i civilizzati popoli delle polis si riferivano così a coloro che non parlavano greco: bar-bar“, ossia coloro che balbettano.
I romani successivamente usarono queste termine in modo ancor più dispregiativo, per indicare una popolazione che non solo non parlava latino ma che non possedeva nemmeno leggi scritte, un governo ben strutturato o tutte le norme che i romani consideravano “civiltà”. Questa definizione rimarrà anche durante la cristianizzazione dell’Impero Romano, per poi arrivare a definire quei popoli che lo avrebbero definitivamente annientato formando i regno romano-barbarci. Anche nel resto del mondo la parola barbaro è sempre servita ad indicare uno straniero, una persona facente parte di una cultura ritenuta inferiore a quella di riferimento. 

Alla fine, ognuno era barbaro se apparteneva ad un altro popolo

Sarà durante l’Illuminismo che verrà rivalutata la figura del barbaro, introducendo il “buon selvaggio”, un personaggio non corrotto dalla civiltà e che mantiene valori morali fondamentali di bontà ed onestà, in grado di opporsi con forza alle difficoltà della vita e delle natura.

1.2 In Dungeons & Dragons

In D&D i Barbari sono apparsi sin dalla Prima Edizione di Advanced D&D, rappresentando la furia selvaggia e primordiale della natura. Vediamo come si sono evoluti nel tempo.

1.2.1 Archetipo

Le origini del Barbaro in D&D possono essere fatte risalire sopratutto ad un personaggio letterario molto famoso, cioè Conan il Barbaro, il famosissimo guerriero creato da Robert Ervin Howard. Conan è un guerriero eccezionale, un pirata feroce, in grado di uccidere qualunque creatura, magica o meno, che si metta sul suo cammino; ma ha anche un po’ di cavalleria in sé, salvando giovani fanciulle anche a costo della sua stessa vita.

Conan possiede caratteristiche quasi sovraumane, come una forza incredibile, un’agilità felina e una grande resistenza, oltre ad una corporatura enorme. Nelle storie, Conan adatta il suo vestiario alle terre in cui viaggia, mentre nei fumetti è solitamente rappresentato con indosso solo un perizoma e la sua spada. Nonostante ricorra sopratutto alla sua forza e alla sua spada per risolvere i problemi, Conan non è stupido e apprende molto durante i suoi viaggi, imparando lingue antiche e diventando un grande generale e addirittura un re.

Nessun nemico (o donna) poteva resistere a Conan

Altre due fonti di ispirazione su cui la Gary Gigax si basò per creare il Barbaro furono due personaggi un po’ meno famosi di Conan, ma altrettanto peculiari: Kothar di Gardner Fox e Fafhrd (si, si scrive proprio così) di Fritz Leiber.

Kothar è un barbaro molto simile a Conan. Anzi, potremmo dire che Kothar è Conan, solo un po’ più sempliciotto e molto più violento, poiché il suo autore trasse molta ispirazione dai racconti di Howard, essendo stati scritti circa una decina d’anni dopo. I due condividono l’amore per l’avventura, le donne e la battaglia, ma le avventure di Kothar, probabilmente per lo stile di Fox, essendo uno dei più grandi scrittori di fumetti di tutti i tempi, sono molto più esagerate, assurde e cariche di WOAH! rispetto a quelle di Conan. Ma non importa quali pericoli Kothar possa affrontare: la sua spada magica può risolvere ogni problema, bastano due colpi.

Fafhrd, invece, è un po’ diverso dai due, perché si ha una spada, si è bravo a combattere e si adora divertirsi con le belle donne, ma risulta difficile immaginarselo senza il suo compagno Acchiappatopi (Mouser nell’originale). I due collaborano per vivere avventure più fantastiche, in senso letterario, ma non meno coinvolgenti di quelle che vivono Kothar e Conan e, a tratti, anche più serie e introspettive. Fafhrd è si uno stoico guerriero del Nord, pragmatico nei ragionamenti e forse sempliciotto, ma non nasconde un animo romantico, presentando molti tratti che lo avvicinano all’uomo comune, più delle sue due controparti.

Fafhrd e l’Acchiappatopi

1.2.2 Evoluzione nelle diverse edizioni

Essendo apparso per la prima volta sul manuale Unearthed Arcana di Advanced D&D, il Barbaro è una delle Classi più vecchie del gioco, anche se inizialmente era soltanto una Sottoclasse del Guerriero. Diventato una Classe vera e propria nella Seconda Edizione dell’Advanced D&D con il manuale The Complete Fighter’s Handbook,il Barbaro compare anche nella Terza Edizione come Classe base, venendo descritto come un guerriero dalla forza incredibile, che sfrutta la sua Ira per potenziarsi ed entrare in uno stato di furia cieca, poco portato per i ragionamenti più fini e addirittura illetterato. Nell’edizione successiva esso viene potenziato ulteriormente, con l’Ira che fornisce bonus ancora maggiori. Nella Quarta Edizione esso viene introdotto nel Player’s Handbook 2 come un combattente in grado di causare danni massicci ad un singolo bersaglio e incalanare la propria rabbia per utilizzare i propri poteri. Infine, il Barbaro ricompare anche nella Quinta Edizione come Classe base.

Nel corso delle varie edizioni il Barbaro non ha subito molti cambiamenti, rimanendo di fatto un guerriero che si presta più all’uso della forza bruta rispetto ad un ben definito stile di combattimento, spesso non civilizzato, anche se nell’ambientazione di Eberron vengono più descritti come nomadi, ma che comunque rifiutano la civiltà e preferiscono vivere nella natura selvaggia. Forse una descrizione del genere può lasciare pochi spunti oltre al feroce, selvaggio uomo dei boschi la cui unica soluzione ai problemi sia la violenza, ma i Barbari possono essere molto più di questo.

Furia, gloria e battaglia. Questo è il classico Barbaro di D&D

1.3 Creazione del personaggio

Dopo aver visto l’origine del termine, le fonti d’ispirazione e come il Barbaro si è evoluto attraverso le varie edizioni, mi piacerebbe dare qualche spunto sulla creazione del personaggio e su come giocarlo a livello di roleplay.

1.3.1 Le origini di un Barbaro

Quindi, i Barbari provengono dai margini della civiltà, da comunità che rifiutano le grandi città e i popolosi agglomerati di umanoidi, preferendo uno stile di vita più semplice, la cui lotta con la natura è costante, ma per cui vige un profondo rispetto.

Ovviamente da dove viene il vostro Barbaro e perché ha deciso di partire dipende dall’ambientazione in cui giocate, ma possono comunque esistere varie situazioni che si adattano ad ogni mondo.

Nel primo caso, magari il vostro Barbaro è semplicemente un giovane della sua tribù o del suo clan, desideroso di provare a sé stesso e agli altri membri il suo valore, quindi potrebbe decidere di allontanarsi da casa o per tornare con un grande trofeo o perché un rito di passaggio impone che esso parta per fare esperienze del mondo. 

Un secondo caso potrebbe vedere il Barbaro esiliato dalla sua terra natia, probabilmente per un crimine gravissimo che ha commesso e per il quale l’unica alternativa era la morte. 

Il terzo caso che vi propongo è invece qualcosa di più particolare, del quale però dovrete chiedere l’approvazione del vostro DM: il Barbaro, in questo caso, non è affatto un Barbaro incivile, ma una persona normale, di qualunque rango sociale, che però possiede in sé quella furia primordiale che lo rende ben poco adatto a vivere insieme ad altre persone, preferendo piuttosto una vita dedita al vagabondaggio. In questo caso il Barbaro non proviene da una tribù selvaggia, ma da qualunque città o villaggio e non è un barbaro nel senso classico del termine, ma solo perché la sua Classe, il Barbaro, gli conferisce una capacità, cioè l’Ira, che lo rende pericoloso e instabile agli occhi di molti.

1.3.2 Il carattere di un Barbaro

Non tutti i Barbari sono brutali sempliciotti dediti a spaccare cose. Sicuramente, se essi provengono da una tribù che vive nella giungla o nel deserto non conosceranno tutte le meraviglie del mondo civile, ma questo non li rende stupidi.

Ovviamente, questo dipende dall’esperienza del Barbaro in questione: un giovane sarà più irruento e convinto che la sua grande forza e abilità gli consentiranno di abbattere qualunque ostacolo, ma un guerriero più anziano ed esperto sarà dotato di un grande senso del pericolo, riuscendo a capire quando è surclassato in forza e possiederà una capacità di sopravvivenza non da poco. Infatti io sono convinto che in un mondo dove la magia è reale e i mostri girano per il pianeta, una persona non può sopravvivere a lungo se non impara dai suoi errori. Sicuramente la loro Ira li spingerà sempre all’azione, ma non penso che un Barbaro non possa individuare i punti deboli di un avversario o il modo migliore di distruggere un nemico prima di lanciarsi in battaglia.

Inoltre, sono convinto che i Barbari possano essere dotati di senso dell’onore tanto quanti gli altri guerrieri. Anzi, forse persino di più, preferendo affrontare un avversario che ritengono al loro livello, piuttosto che qualcuno di più debole. Ovviamente questo non vuol dire che non esistano quelli che preferiscano avere tutti i vantaggi del caso, senza curarsi troppo di cose futili come onore e giustizia. Non è questo che ti fa rimanere vivo nelle foreste.

Un Barbaro proveniente dalla città invece avrà sicuramente più malizia e astuzia rispetto ad uno più primitivo, siccome in genere è più facile che le città siano piene di furfanti e bugiardi. Probabilmente un Barbaro di questo tipo sarà più incline al valutare il proprio avversario prima di agire, anche se essendo dotato della stessa furia primordiale, non ci vorrà molto perché passi alle mani.

1.3.3 Il ruolo di un Barbaro

Per finire, quale ruolo dovrebbe avere un Barbaro all’interno del gruppo? Beh, dipende da molti fattori, come il suo carattere o il posto da dove viene. Potrebbe essere un guerriero silenzioso e un po’ scorbutico, che preferisce rimanere nel suo e non dare troppa corda ai compagni, oppure un bonaccione, che sotto il suo aspetto feroce nasconde un cuore gentile e bonario, sempre pronto però a trasformarsi in una macchina da guerra; oppure un folle, un pazzo omicida che pensa soltanto a carneficine. Ricordiamo che non vi sono regole che vietano ai Barbari di essere malvagi, ma solo di essere legali.

Starà a voi decidere come farlo evolvere all’interno dell’avventura, a seconda di ciò che gli succederà. Magari i suoi viaggi amplieranno la sua visione del mondo e lo spingeranno a voler vedere sempre di più. O forse deciderà che nah, alla fine è meglio tornare a casa. In ogni caso, non trattenetevi, ma cercate di renderlo unico e speciale, anche se a volte può sembrare che tutti i personaggi di questa Classe debbano essere uguali. 

Spero che questa piccola guida vi sia piaciuta e noi ci vediamo la settimana prossima con il Bardo!

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