Categoria: Storie

Racconti di campagne, avventure e leggende in puntate di più pagine

Edenrion – Capitolo 5: I Cinque

La prima cosa che veniva da pensare una volta messo piede sull’aeronave era se effettivamente quella cosa potesse spiccare il volo.
A differenza delle altre aeronavi, che non erano altro che delle vere e proprie navi montate sopra o sotto a enormi palloni aerostatici smossi da eliche e sbuffi di vapore
, la Queen Guêpière era un ammasso di metallo, tubi e meccanismi in un aerodinamico corpo dalla forma minimamente navale per garantire l’eventuale atterraggio in mare in caso di necessità.

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Edenrion – Capitolo 4: Verso Bard’s Peak

Moldrek fece per salire sul parapetto, ma venne tirato indietro da Zarion che gli aveva afferrato il mantello e lo stava tenendo stretto mentre lo puntava con la pistola.
– Tu non te ne andrai con la lady- Disse il ragazzo con gli occhi lacrimanti che gli si stavano chiudendo per via del sonnifero – Anzi… non te ne andrai proprio-
Moldrek sospirò, saltò verso lo zelota mentre questi era troppo stordito dal fumogeno e lo colpì con un calcio al collo, atterrando davanti a lui e facendogli mollare il mantello.
Sceso al suo livello sul terrazzo, Moldrek sferrò un pugno nello stomaco dello zelota, seguito da una ginocchiata sul volto quando si chinò dal dolore che lo fece finire a terra. Non era stato un colpo forte, ma il sonnifero stava facendo il suo effetto rendendolo spossato e dai riflessi lenti.
Assicuratosi che lo zelota fosse inerme, con un salto preceduto da una piccola rincorsa Moldrek salì sul portellone e si voltò guardando fieramente la scena della quale era in parte stato fautore: davanti a lui giacevano addormentate più guardie di quante ne aveva contate.
– Dopo io e lei, milady, dobbiamo fare una chiacchierata- Asserì il ragazzo correndo verso le scalette che portavano dalla stiva alla plancia mentre il portellone si chiudeva dietro di loro. Il suo tono di voce lasciò ad intendere che non avrebbe tollerato né sé né ma – Adesso vediamo di uscire vivi dalla città.-
Si sedette con noncuranza nel sedile accanto a Kerasim, che non lo degnò di uno sguardo ma si limitò a sbuffargli una nuvola di fumo in faccia mentre faceva ripartire l’aeronave verso l’alto.
– Situazione?- Chiese lui prendendo posizione ai comandi.
– Ti sei fatto scoprire – disse la ragazza muovendo le cloche per schivare uno dei dirigibili
– E’ una storia lunga Kerasim e vorrei capirci qualcosa anche io!- Rispose Moldrek girando delle manopole apparentemente a casaccio prima che le sue mani venissero bacchettate da quelle di Kerasim.
– Sì certo… il razzo di segnalazione mi è costato cinquanta lingotti d’oro, sappilo-
– Ti giuro, appena ci capirò qualcosa sarai la prima a saperlo… e comunque il razzo l’ha sparato lei!- Disse il ragazzo indicando la lady che si era appena affacciata alle scalette.
– Lo hai portato te, lo ripaghi te- Kerasim non dette nemmeno uno sguardo alla Lady – Noto perlomeno che il pacco è salvo-
– Salvo, penso un po’ scosso, ma appena ci troveremo fuori dalla città avrà sicuramente un’interessantissima storia da raccontarci – Il ragazzo mosse lentamente una manopola verde.
I cieli di Leeshka non erano così affollati come pensava Kerasim e tranne quei due dirigibili solo qualche altra aeronave commerciante se ne stava in stasi sopra le nuvole.
L’aeronave passò la coltre di ossidiana che proteggeva la città senza alcun problema, lo scudo anti-magia sembrò seguire l’aeronave per poche decine di metri quando questa ne uscì, per poi tornare come prima, liscio e praticamente invisibile.
Lo scudo anti-magia non era altro che una mastodontica cupola di ossidiana vaporizzata sospesa tra due gas che lo mantenevano ferma e intatta anche durante le giornate ventose, riportandola alla forma originaria quando un’aeronave o qualcos’altro le passava attraverso.
Era stato ideato ai tempi della prima guerra contro gli ishma-al per evitare che potessero bersagliare direttamente Leeshka con i loro incantesimi. L’idea però, un po’ per paranoia e un po’ per motivi di sicurezza, venne accettata come costante, infatti erano più di quattrocento anni che lo scudo anti-magia era attivo in modalità difensiva, nella quale fungeva solo da scudo e vetrificava solo parzialmente chiunque utilizzasse richiami arcani prima di entrare.
In modalità offensiva invece chiunque lanciasse incantesimi al suo interno sarebbe stato vetrificato istantaneamente rendendolo completamente inoffensivo.

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Echtalia – Capitolo 11: Di ragni e minotauri

Se mai decideste di trasferirvi nel ducato di Pixis, chiunque lo abbia mai visitato vi ripeterà sempre la medesima frase.
“Preparati al caldo”
Per chi avesse più familiarità con questo ducato, questa frase potrebbe essere intesa in senso metaforico, in quanto il simbolo del ducato stesso sono i suoi famosi vulcani e una delle popolazioni più numerose sono gli ifrit, discendenti di creature mortali e spiriti del fuoco, ma anche in senso pratico, in quanto il clima presenta temperature più elevate rispetto agli altri ducati (tranne forse il desertico ducato di Mudor) e ha ben pochi luoghi naturali dove ripararsi dal feroce Sole.
Infatti Pixis, per molti detrattori, non è altro che “Un vasto mare d’erba, dove si può cuocere un uovo semplicemente lasciandolo su una roccia”.
Ovviamente tutto questo è esagerato: le temperature sono perfettamente vivibili e, seppur scarse, vi sono foreste dove ripararvi. Inoltre definire completamente piana questa terra è un azzardo, in quanto vi sono colline e qualche fiumiciattolo è persino riuscito a scavare qualche piccola gola.

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